martedì 5 maggio 2009

Cronaca di un’influenza (porcina) annunciata

Città del Messico – In soli 7 giorni la capitale messicana è cambiata come nessuno avrebbe potuto immaginare. Cinema chiusi, campionato di calcio a porte chiuse, dalle materne alle università niente scuola, niente concerti, sospesi gli eventi pubblici, musei e teatri chiusi, proibite anche le pratiche religiose; ristoranti aperti solo "da asporto".

Eppure secondo il quotidiano Reforma, già da fine marzo autorità sanitarie statali erano a conoscenza dell’elevato rischio prodotto dalla diffusione dell’influenza porcina. Veratect, una impresa statunitense di bio-vigilanza, aveva infatti individuato nel piccolo paesino de "La Gloria", nello stato di Veracruz, la diffusione di un virus influenzale particolarmente violento che aveva colpito il 60% degli abitanti della cittadina. La totale mancanza di pianificazione e di previsione da parte delle autorità sanitarie e del governo ha però permesso che la situazione sia oggi fuori controllo. Da una iniziale tendenza a minimizzare questi casi infatti si è passati ad una serie di decisioni del governo che hanno prodotto panico e allarmismo sia nella popolazione che a livello internazionale. E pensare che proprio il governo Calderon iniziò la legislatura con grandi promesse riguardo ambiziosi piani di salute.
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